I top di gamma fra i migliori frullatori a immersione


Chi cerca il meglio non si ferma ai primi prodotti che incrocia sugli scaffali, fisici o virtuali che siano. Se si vuole il top va cercato con pazienza e senza fretta, ciò vale anche per i migliori frullatori a immersione che ormai sono un must in cucina. Per orientare nella scelta, si possono elencare le caratteristiche dei migliori mixer in commercio, rimandando per una panoramica più completa e dettagliata al sito www.frullatoreaimmersione.it. Ci si può orientare su modelli dal design compatto con componenti facilmente smontabili per una pulizia più semplice anche in lavastoviglie.

I frullatori a immersione di ultima generazione permettono lavorazioni elaborate nella massima semplicità, senza che si inceppino o guastino anche se sottoposti a ritmi stressanti. E se si surriscaldano o c’è qualche inconveniente imprevisto sono dotti di sensori di autoblocco che stoppano subito il funzionamento. Se si pretende il meglio non si può non guardare alle certificazioni, i migliori frullatori ne sono dotati con marchi ed etichette a garanzia di massima qualità. Per ogni tipo di utilizzo, anche in presenza dei cibi più ostinati non scendere mai sotto il wattaggio di 1000W, sotto il quale potrebbe essere difficile chiedere il massimo all’apparecchio. Il giusto compromesso e funzionalità è dato dai più recenti minipimer a immersione approdati sul mercato, dotati di multifunzioni e superaccessoriati, con minitritatutto al seguito, lame rigorosamente in acciaio inox, contenitori graduati e con tanto di frusta a filo, oltre ad altri strumenti utili ad ogni tipo di composto.

Sono sempre più alte le prestazioni offerte dai nuovi frullatori a immersione, i migliori in acciaio sono capaci di lavorare anche ingredienti a caldo, mentre le campane antischizzo date in dotazione con i migliori mixer preservano dagli schizzi soprattutto quando si tratta di imprimere maggiori ritmi in velocità. Per la preparazione, poi, di frullati e frappè, si consiglia di scegliere modelli provvisti di ghiere di controllo che rendono il lavoro più semplice e il risultato finale decisamente migliore. Se poi si necessità di dare un’accelerata, esistono anche i frullatori a immersione con l’opzione turbo per lanciare la velocità fino a 15000/r con potenza spinta ben oltre i 600 watt.  Nell’articolo seguente i migliori frullatori per il ghiaccio.

Fasce di prezzo nell’acquisto di una lavatrice


Il prezzo è un fattore decisivo in ogni acquisto e la lavatrice non fa alcuna eccezione. Ormai il mercato di questi indispensabili elettrodomestici pullula di modelli di nuova generazione che hanno praticamente ‘sepolto’ il vecchio concetto di lavatrice, al punto che la varietà di gamma fa sì che non esista un prezzo univoco o, quantomeno, analogo ma si viaggia su fasce di prezzo molto lontane a suon di zeri. Ormai non si parla quasi più di lavatrice base, in quanto funzioni, programmi e opzioni accessori sono ormai la norma di mercato, ma se proprio si vuole cercare con il lanternino gli ultimi modelli basici si può ancora trovare qualcosa a partire dai 200 euro in su, anche se generalmente si sale di prezzo fino a cifre a tre zeri.

Non esistono lavatrici standard, ma ognuna risponde a specifiche esigenze del soggetto compratore, semmai la ricerca può orientarsi sul miglior rapporto qualità/prezzo. In questa prospettiva la spesa media di una buona lavatrice è compresa fra un minimo di 400 e un massimo di 600 euro, in questo range è possibile trovare un buon modello, moderno e performante, come si può meglio vedere dando un’occhiata al sito www.lavatricemigliore.it. Per chi ha il portafogli leggero si può anche proporre qualche ‘mosca bianca’ in commercio fra i 150 e i 200 euro, si tratta solitamente di modelli ‘smart’ con una capienza inferiore ai 5 chili e classe energetica bassina, il che tradotto in soldoni significa che il risparmio sull’acquisto si pagherà poi in bolletta.

Fra i 200 e i 350 euro ci si comincia ad avvicinare ai modelli più efficienti e funzinoali, con caratteristiche superiori a quelle dei modelli basici e classi energetiche più votate al risparmio, a partire dai modelli di classe A+ e A++. Anche la capienza ci guadagna, con capacità di carico fino a 6 chili. Se si continua a salire approdiamo in fascia medio-alta, caratterizzata da lavatrici dal costo compreso fra 400 e 500 euro, macchine di ottime prestazioni, potremmo dire semi-professionali, in classi energetiche A+++ e oltre, con capacità di carico fino a 8 chili. Sopra si trovano le fasce ‘luxury’ con veri e propri modelli professionali che sforano anche abbondantemente il tetto dei mille euro. Sul seguente articolo informazioni sulle moderne lavatrici a controllo remoto.

Quanto conta la sicurezza in una lavastoviglie

Quando si parla di consumi di una lavastoviglie, non ci si riferisce soltanto alla corrente, ma anche all’acqua consumata nei vari cicli impostati di volta in volta. Negli ultimi modelli di lavastoviglie è possibile abbattere i consumi scegliendo un tipo ‘eco’ progettato nel rispetto oculato dell’ambiente anche in un’ottica di bollette più leggere. Basti dire che negli ultimi anni, grazie alle ultime lavastoviglie tecnologiche lanciate sul mercato, i consumi sia idrici che elettrici si sono in pratica dimezzati. In media le lavastoviglie che consumano meno acqua si attestano sui 2500 litri all’anno, mentre le più ‘spendaccione’ registrano un consumo medio annuo di circa 3500 litri. Oltre alla quantificazione dei consumi si possono individuare nelle moderne lavastoviglie delle funzioni extra, come la possibilità di lavaggi a mezzo carico che permettono di trattare meno stoviglie con conseguente riduzione degli sprechi idrici.

Altre funzioni consentono l’avvio ritardato per la programmazione dei lavaggi e l’effetto ‘brillantante’ per la pulizia di vetri e cristalleria ad altro grado igienizzante. Generalmente, si trova nei modelli più innovativi, descritti in dettaglio su www.sceltalavastoviglie.it, una spia che avvisa quando inserire il brillantante, prodotto consigliabile nella fase di asciugatura delle stoviglie insieme al sale che nella fase ‘post lavaggio’ ristora le resine dell’elettrodomestico. Tutti accorgimenti che contribuiscono al buon uso e alla longevità della macchina. Per essere, poi, sicuri di portare a casa una buona lavastoviglie non dimenticarsi di controllare la presenza dei sistemi di sicurezza che negli ultimi apparecchi in commercio sono ormai una costante irrinunciabile.

In particolare la funzione di auto-blocco dei tasti se, per caso, lo start viene dato per sbaglio, magari dai bambini per gioco, e l’utile opzione ‘anti-trabocco’ che impedisce possibili allagamenti dovuti alla fuoriuscita di acqua e liquido schiumoso per eventuali guasti della macchina. E’ bene accertarsi sempre, prima dell’acquisto, che la lavastoviglie, oltre ad essere superaccessoriata, sia dotata di questi basilari sistemi di sicurezza. A riguardo, controllare sempre, prima di passare alla cassa o di digitare l’ok per acquisti online, la durata della garanzia di cui gode la lavastoviglie che si sta per acquistare. Garanzia, che può essere in alcuni casi anche superiore ai due anni, fino a cinque nei migliori modelli sul mercato.

Maggiori informazioni su consumi di una lavastoviglie e classi energetiche qui.

Cosa si può fare (e come) con un essiccatore per alimenti

Ancora non è conosciuto al pari di un mixer o di un robot da cucina, ma l’essiccatore per alimenti è un moderno elettrodomestico per chi ama un’alimentazione sana e naturale. Cosa fa l’essiccatore? Come dice la parola ‘secca’ gli alimenti, li disidrata privandoli della quasi totalità di acqua e donandogli una consistenza a lunga conservazione, in modo da poterli consumare anche fuori stagione. Ma vediamo meglio come funziona e quali sono gli alimenti più adatti da trattare. Cominciamo col vedere cosa si può essiccare, un capitolo che include quasi tutto, escludendo prodotti troppo acquosi, come meloni o cocomeri che privati dell’acqua in pratica sparirebbero del tutto.

Facendo una classificazione base, si può consigliare il trattamento con questo apparecchio di frutta e verdura, come albicocche, fichi, prugne, banane, mele, ma anche i frutti meno scontati come mirtilli, ananas e kiwi. Per le verdure possono essere essiccati pomodori, melanzane, zucchine, ma anche legumi, carote e cipolle. In pratica, ritrovarsi in casa con una semplice lavorazione ‘fai da te’ ciò che si può trovare confezionato e a caro prezzo al supermercato, come ad esempio prugne o funghi secchi, con in più la certezza di consumare cibi sani e trattati in modo del tutto ‘bio’. Anche le erbe aromatiche possono essere essiccate, come il timo, la salvia, il rosmarino e molte altre, da usare come spezie per insaporire ogni tipo di pietanza, oppure dei fiori indicati per salutari tisane, come la camomilla o gli infusi a base di petali di rosa.

Dulcis in fundo, è possibile seccare anche la pasta fatta in casa o creare decorazioni per torte, magari procurandosi delle pistole da cake design che, solitamente, non vengono fornite con il kit al momento dell’acquisto. Anche la procedura è semplicissima e si può riassumere in pochi step: dopo averli scelti si tagliano gli alimenti a fettine spesse meno di un centimetro, per i cibi con più percentuali di acqua, come ciliegie o pomodori basterà dividerli a metà, poi si sistemano nei cestelli senza sovrapporre le fette e si inseriscono nell’essiccatore, lo si aziona accendendo l’interruttore e regolando la temperatura, la cui gradazione potrà essere selezionata consultando la tabella dei cibi sul libretto di istruzioni, come è spiegato diffusamente su www.essiccatoriperalimenti.it si veda l’articolo sugli essiccatori elettrici, dopodiché si attende il ciclo di essiccazione, che può durare diverse ore. Al termine gli alimenti saranno pronti per i vasetti da riporre in dispensa. Semplice, no?

Accessori e variabili dei migliori fornetti elettrici in commercio

Teglie, vassoi, leccarde…in un fornetto elettrico gli accessori sono il valore aggiunto, quante volte sarà capitato di acquistarne uno proprio perché ingolositi dal kit in dotazione? Quando si compra un fornetto elettrico la mente vola proprio agli usi che se ne vogliono fare a casa, spesso è un ottimo sostituto del forno tradizionale a incasso e più è accessoriato, meglio è. Più che gli ‘extra’ gli accessori fanno tutt’uno con il prodotto, evitandoci la spesa e il disturbo di doverne comprare altri separatamente in futuro. A differenza degli accessori di un robot da cucina o di un mixer, quelli del fornetto rientrano più o meno nella stessa tipologia di griglie, vassoi o girarrosti, più o meno dotati di impugnature e maniglie per facilitarne l’uso a seconda dei tipi di cottura.

Gli accessori da fornetto sono tipicamente progettati per facilitare cucine di nicchia, ad esempio si possono trovare teglie specifiche per la panificazione, dove fare anche gli impasti con il lievito madre da far ‘gonfiare’ direttamente nella camera del fornetto. In alternativa, se si scelgono fornetti specifici per pizze, si può avere in dotazione particolari palette completate da ricchi ricettari per pizzate esplosive fra amici e parenti. Il numero e la qualità degli accessori è direttamente proporzionale al tipo di fornetto, a seconda se è più economico o sofisticato. Nei modelli base si potrà trovare, al massimo, un mini-corredo di teglie e griglie, mentre molto più nutrito sarà il kit fornito con i modelli più evoluti e semi-professionali ad uso domestico.

Se si acquista un fornetto povero di accessori, si può provvedere in futuro ad accessoriarlo, ma prima è sempre bene attenzionare le misure soprattutto della camera del fornetto per essere sicuri di scegliere griglie e teglie compatibili. Anche il prezzo condiziona la completezza del fornetto, pure in riferimento alla qualità e quantità di accessori, la spesa varia molto, come si può vedere sulla gamma dei migliori prodotti in commercio consultabile su www.fornettomigliore.it, si parte da un costo minimo di 30 euro a un massimo con uno zero in più, nel mezzo un assortimento di fasce variabili a seconda di materiali, marche e dimensioni. Entrano in ballo nella quantificazione della spesa anche elementi funzionali e strutturali, oltre alla capienza e ai tipi di cottura. Sul sito seguente trovate anche ottimi modelli di forni per pizza a gas rotanti.

Tappeto elastico, come proteggerlo

Di salto in salto, il tappeto elastico può accusare qualche ‘dolorino’ o perdere elasticità e smalto. Per farlo durare più a lungo e in perfetta forma bisogna adottare qualche piccolo accorgimento, innanzitutto una buona pulizia di tanto in tanto. Trattandosi di un attrezzo ginnico che si monta generalmente all’aperto, in giardino o su ampi terrazzi, è esposto all’azione di insetti, animali, agenti atmosferici, polvere e fogliame. Prima mossa da adottare è liberare il tappeto dallo strato di foglie o altri ‘ospiti’ ingombranti che vi si sono posati sopra nel corso dei mesi a cielo aperto.

Se una volta sgombro volete dargli una lavata ben venga, ma mai usare detergenti aggressivi, tuttalpiù una spugnetta umida imbevuta di una noce di sapone liquido per piatti o, meglio ancora, solo acqua tiepida. Questo per quanto riguarda il telo, mentre per le altre componenti metalliche del tappeto elastico bisogna fare dei distinguo: mentre, infatti, la struttura in acciaio può essere lavata con acqua corrente, per pulire il telaio bisogna evitare di fare uso delle stesse spugnette o panni impiegati per la pulizia dell’acciaio, a rischio di esporre il tappeto a fenomeni corrosivi. Attenzione anche agli animali domestici o di passaggio che potrebbero danneggiare il trampolino. Se il cane di casa si trastulla sul tappeto elastico o vi si nasconde sotto potrebbe, inavvertitamente, danneggiarlo o comprometterne delle componenti.

E’ importante porre delle barriere che impediscano al nostro amico a quattro zampe di usufruire di questo attrezzo, facendogli capire che non è roba per lui. Per facilitare l’opera di dissuasione si può ostruire il passaggio sotto il telo aggiungendo un rivestimento al perimetro dello stesso, se non lo si ha è facilmente reperibile in commercio. Mettere la ‘gonnella’ al trampolino potrà dissuadere i nostri pelosi amici a non accedere alla zona sottostante, ma sopra resta libero e potrebbe far gola al Boby di turno farci qualche saltello. Anche in questo caso la soluzione c’è. Basterà porre un telone protettivo sopra il tappeto elastico e mettersi l’animo in pace anche se il cane zuzzerellone non ne vorrà sapere di rinunciare al trampolino. Per una corretta manutenzione, verificate poi sempre se sul tessuto sono presenti fori o strappi, ne va della vostra incolumità. Per altre notizie sul tappeto elastico si rimanda alla consultazione del sito www.sceltatappetoelastico.it.

Microscopio, guida alla scelta di modelli per bambini

Il microscopio è uno strumento associato all’infanzia di tutti, è quello straordinario mezzo che ci apre gli occhi in senso letterale e ci svela mondi sconosciuti attraverso una lente di ingrandimento che rende visibile l’invisibile. Ogni bambino resta stupito e sorpreso la prima volta che guarda attraverso il foro di quel quel piccolo tubo che fissa un vetrino dove c’è da osservare qualcosa di impercettibile, come un capello, una fogliolina, una goccia d’acqua. Lo stupore non ha parole e quella emozione che prende forma per la prima volta agli occhi di un bambino resterà impressa come una traccia indelebile di memoria, che ha per protagonista proprio lui, il microscopio. L’importanza di un approccio infantile con questo mezzo di conoscenza unico e impareggiabile ha portato molte case produttrici a focalizzarsi sulle scuole primarie proprio per lanciare modelli che siano adatti ai bambini.

Ma che tipo di microscopio è meglio regalare a un bambino? Dire un modello base dice poco e sminuisce il valore del prodotto che, comunque, resta un veicolo di ricerca anche se destinato ai più piccoli. Esistono in commercio molti tipi di microscopi per usi amatoriali, hobbistici o scientifici e professionali, come si può vedere su www.microscopiomigliore.it . Se vogliamo semplificare al massimo la scelta orientandoci a un pubblico infantile, i due modelli più indicati sono il microscopio biologico e il microscopio stereoscopico. Il primo prevede l’osservazione di vetrini preconfezionati o da preparare, consente notevoli ingrandimenti ma presuppone già una conoscenza e il possesso di alcune competenze basilari. Più facile da usare il microscopio stereoscopico, il cui funzionamento consiste nell’osservazione autonoma di ogni genere di pianta, fiore, insetto, fossile, pietra o minerale.

Il bello dello stereoscopico è che consente un’osservazione approfondita e visivamente amplificata non solo di elementi naturali ma anche di manufatti artificiali, prodotti dall’uomo, come stoffe, ingranaggi o monete. Se volete far appassionare un bambino all’uso del microscopio sarà meglio andare per gradi regalandogli prima un modello stereoscopico per poi passare, in un secondo tempo, al microscopio biologico che ha funzionalità più avanzate e accompagnerà, passo passo, il bambino a uno sviluppo cognitivo ed esperienziale che, grazie all’uso di questo strumento, potrà coniugare la conoscenza all’emozione.

Set valigie, i migliori criteri di scelta

Scegliere un set di valigie non sempre è semplice e scontato, ma più spesso di quanto si possa pensare richiede valutazioni preliminari all’acquisto che tengano conto di alcuni parametri essenziali, come le dimensioni delle varie unità che compongono il ‘pacchetto’, i materiali del prodotto ed altre caratteristiche che possano fare la differenza ed evitarci il rischio di un acquisto superficiale e non sufficientemente ponderato. Uno dei distinguo consiste nell’avere, o meno, le ruote. I set sono, generalmente, composti da 3, massimo 4 valigie di diversa taglia (grande, media, piccola) che possono essere, o meno, dotate di rotelle, quando troppe, quando niente, ce ne sono infatti alcune che ne montano 8 per ogni unità e altre senza. Il peso è un altro aspetto da considerare, in commercio sono facilmente reperibili prodotti leggeri e altri più resistenti agli urti dei viaggi, come è possibile verificare consultando il sito www.setvaligie.it.

Colori, forma e design fanno il resto per chi vuole stare al passo con le mode, per non dire il prezzo che è uno dei fattori decisivi per la scelta. I set di valigie sono ideali per chi si sposta, solitamente per lunghi viaggi, portandosi dietro una montagna di cose, non solo abiti ma accessori, materiali da lavoro e una valanga di effetti personali. Le valigie che compongono il set sono, in scala, grande (50x75x30 cm) media (45x65x25) e piccola (40x55x20 cm), se il viaggio è breve si può anche scomporre il set e portarsi dietro la valigetta meno ingombrante, ma se ci si sposta per una trasferta di settimane o mesi allora il set sarà la nostra salvezza.   

Particolare attenzione andrà prestata al tipo di materiale, le valigie rigide sono fatte perlopiù di policarbonato che, pur essendo robusto, è leggero, mentre le semirigide ‘vestono’ nylon o poliestere. Leggerezza, capienza, economicità, colori e design al top è quanto chiediamo a una valigia. L’optimum sarebbe riunire in un unico set tutte queste qualità, ossia valigie leggere e robuste al tempo stesso, economiche e belle da portare e da vedere nei colori più trendy. Impossibile? Macché! Fra i tanti modelli disponibili sul mercato non sarà difficile trovare il set più accattivante che riassume tutte queste virtù.

Lavasciuga, pezzi unici

Il miglior modo per scegliere una lavasciuga è andarsi a studiare i diversi modelli che offre il mercato e che possono essere visionati su www.lavasciugamigliore.it. Senza entrare nel merito dei brand, proponiamo una carrellata di lavasciuga che si distinguono per funzionalità e optional. Il tipo Duo Dry, ad esempio, utilizza due cestelli contemporaneamente o indipendenti l’uno dall’altro, dipende dalle esigenze di chi comanda la macchina, garantendo lavaggi di buona qualità a basso consumo. L’esclusività di questa tecnologia rende inconfondibile questo modello che si può programmare da un’interfaccia digitale particolarmente intuitiva che introduce alle funzioni del display touch. 

Questo tipo di lavasciuga vanta una capacità di circa 12 chili, con un vasto ventaglio di programmi, 30 in tutto, spalmati sui due cestelli in misura quasi equivalente. Grazie all’azione silenziatrice dei motori Direct Motion questo elettrodomestico è uno dei meno rumorosi sul mercato. Gli oblò sono rivestiti in un materiale imbottito che protegge durante il duplice ciclo di lavaggio/asciugatura i capi più delicati. Azionando, poi, la funzione anti-macchia si avrà la sicurezza di un risultato immacolato. Altri modelli di lavasciuga fanno del design di lusso il loro punto di forza, combinando a un aspetto ‘luxury’ tecnologie avanzate foriere di rese eccellenti. Lavasciuga di questo tipo, perfetta sintesi fra estetica e performances senza rivali, hanno dimensioni ridotte e ben si adattano a piccoli spazi, pur non rinunciando alla potenza del sistema a pompa di calore che lavora meglio assicurando risultati di assoluta eccellenza senza sprechi energetici. 

Tutto merito della tecnologia Dual Sense che imposta automaticamente il grado della temperatura e le rotazioni del cestello sfruttando l’innovativa tecnologia Inverter che comanda la velocità del compressore. Alta tecnologia, non c’è che dire, che porta a risultati mai visti prima, sfiorando vette di perfezione. E che dire delle nuove Eco Hybrid? Lavasciuga ‘minimal’ che oltre ad occupare poco spazio risparmiano acqua ed energia nel pieno rispetto dell’ambiente, con una doppia opzione di asciugatura, a secco o tradizionale, ma sempre rigorosamente ‘eco’. Questo tipo di lavasciuga igienizzano già a 30 gradi, mediante il vapore termico rilasciato dal ciclo Allergy Care che pulisce e rispetta i capi senza stressarli.

Idropulsori, specifiche tecniche

L’idropulsore è un innovativo strumento, simile allo spazzolino elettrico ma con funzionalità diverse, che sta entrando nelle abitudini igieniche di molti in sostituzione  o come complemento di collutorio e spazzolino tradizionale. Detto così è riduttivo, perché l’idropulsore è un apparecchio avanzato e tecnologico che assicura non solo la pulizia dei denti ma l’igiene di tutto il cavo orale. Ne esistono di diversi tipi in commercio, se ne può avere un ‘assaggio’ su www.sceltaidropulsore.it. Gli apparecchi in vendita possono essere di peso variabile, cordless o meno ed essere provvisti di ugelli di ricambio (si tenga presente che l’ugello di un idropulsore andrebbe cambiato, di norma, almeno una volta l’anno). Ha la forma di una piccola pistola che va a sostituire il filo interdentale e funziona a getto idrico, simile agli apparecchi a pressione usati dal dentista per la pulizia dei denti, con la differenza che gli idropulsori dei professionisti ‘sparano’ non solo acqua ma anche aria.

A differenza dei modelli per uso professionale, che possono arrivare a costare anche svariate migliaia di euro, gli idropulsori ad uso privato e domestico si possono trovare in commercio a prezzi accessibili, anche sotto i 100 euro, a seconda delle marche e delle misure, che possono essere anche mini in caso di idropulsori da viaggio. Gli idropulsori che troviamo in commercio non hanno la stessa potenza degli apparecchi professionali, ma hanno comunque il potere di pulire a fondo denti e bocca per un’igiene superiore rispetto ai metodi tradizionali. L’idropulsore, attraverso la tecnica del getto d’acqua a pressione igienizza alla perfezione e rimuove placca e residui di cibo. Per quanto riguarda la manutenzione è analoga alla prassi che si usa per un normale spazzolino.

L’uso è piuttosto semplice, si accende e si orienta il beccuccio sulla bocca, indirizzando gli spruzzi sui denti, meglio fra gli spazi interdentali che così risulteranno perfettamente puliti. Durante l’utilizzo l’idropulsore non va tenuto fermo ma spostato lentamente con piccoli movimenti rotatori. Il consiglio è di non usare acqua fredda o calda ma leggermente tiepida per non irritare la sensibilità dentale. Se poi si vuol essere sicuri di un igiene al 100% si possono lavare prima i denti con una noce di dentifricio e lo spazzolino tradizionale per poi completare l’opera con l’idropulsore.

Mangiapannolini, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

I neonati di una volta non ne avevano bisogno, bastava un panno o una traversina imbottita dove poter espletare i primi bisognini, ma i pannolini di tutte le fogge, marche, taglie e prezzi hanno ormai da un bel po’ di decenni invaso il mercato e le nostre case, al punto che una volta usati non si sa dove buttarli, non nella differenziata, non nel bagno a rischio di asfissiare dalla puzza, non nel secchio dell’immondizia perché ci sfratterebbe dalla cucina. E dove, allora? Ma nel mangiapannolini, che domande, un’invenzione semplice e geniale di cui i neogenitori non possono più fare a meno. Semplici da usare, hanno la forma di un piccolo bidone che fagocita chili di pannolini usati, li sigilla e ci salva dai cattivi odori. I principali marchi di prodotti per bambini ne producono un’ampia varietà, si assomigliano quasi tutti con qualche variante di taglia, forma e colore.

Ci sono modelli, come quelli di casa Chicco, con il bidone di grosse dimensioni sormontato da un tipo di chiusura a pistone. I pannolini vengono smaltiti appoggiandoli su un foro sull’estremità superiore del contenitore, poi con la mano si rovescia il coperchio e il pannolino viene inghiottito dal mangiapannolini che, dopo averlo fagocitato, ritorna nella posizione di partenza pronto a mangiarsi il successivo. La presenza di un pistone spiega il meccanismo di alloggiamento dei pannolini con la rotazione del coperchio a 180 gradi per far entrare in un colpo solo il pannolino nell’apposito sacchetto dei rifiuti inserito all’interno del contenitore.

I modelli di misura medio-alta contengono fino a 30 pannolini, il prezzo oscilla intorno ai 50 euro. In ogni caso, come si può vedere su www.mangiapannolino.it, di modelli in giro ce ne sono davvero un’infinità anche a prezzi inferiori, a partire da 30 euro in su. Poi ci sono anche gli accessori, come le buste sigillanti e profumanti che solitamente vengono forniti con il kit del mangiapannolino, ma una volta esauriti possono essere comprati a parte, a, prezzo di soli 2, 3 euro per una riserva di ricarica sacchetti, che non fa mai male, per non correre il rischio di rimanere senza.

Come riconoscere un buon apribottiglie?

Chi non ha mai avuto a che fare con un apribottiglie prima d’ora? Essendo un oggetto abbastanza comune ci sembra di conoscerne i dettagli perfettamente, eppure questo errore di valutazione ci può indurre a comprarne uno di scarsa qualità e che duri molto poco. Per evitare un acquisto sbagliato sarà bene leggere di seguito quali sono le caratteristiche di un apribottiglie che si rispetti, ma se ancora abbiamo dei dubbi sull’acquisto possiamo chiarirli visitando www.top3elettrodomestici.it.

La prima cosa su cui dobbiamo soffermarci sono i materiali di costruzione – e questo vale per quasi ogni genere di prodotto. Di solito possiamo trovare apribottiglie in materiali misti, come plastica e acciaio, o realizzati solo in acciaio per esempio. Ecco in questo caso sarà meglio prediligere questo tipo di apribottiglie, in quanto sarà più resistente agli urti e pure più igienico (l’acciaio è più indicato per il contatto con gli alimenti rispetto alla plastica). Inoltre se pensiamo alla pressione e alla tensione a cui sarà sottoposto il nostro strumento possiamo facilmente dedurre che un modello con un corpo in plastica, a lungo andare ovviamente, potrebbe letteralmente spezzarsi nelle nostre mani!

Anche la struttura stessa del nostro apribottiglie può dircela lunga sulla qualità dello stesso. Generalmente i più comuni sono quelli dotati di una spirale contornata da quelle che sembrano due “braccetti”, che si alzano mentre la spirale si inserisce nel tappo per poi essere riportate alla posizione iniziale al fine di estrarre lo stesso. Tuttavia questo tipo di modello è abbastanza blando, e a lungo andare può perdere un po’ la presa. Il risultato sarà un tappo sollevato a meta, che dovremo perforare ancora di più rischiando di sbriciolarlo nel vino. Meglio optare quindi per un apribottiglie più classico, con la sola spirare e la leva, che possa durare di più e rendere anche meglio. Molto spesso questi prodotti sono dotati di un cavatappi per le bottiglie di birra, e possiamo scegliere un simile articolo se siamo soliti alternare le due bevande. In questo modo con un unico prodotto potremo svolgere due funzioni!

Il prezzo di questi apparecchi non è mai eccessivo, e quindi non costituisce un fattore determinante per riconoscerne la qualità.

Come utilizzare la piastra per capelli

Capite le modalità di funzionamento della piastra per capelli, e gli elementi che determinano la scelta del tipo da comprare, è bene pure comprendere come utilizzare tale apparecchio, uso non sempre  facile ed immediato da capire, in special modo per chi ha poca esperienza. Sul sito www.guidapiastrapercapelli.it tante importanti informazioni a riguardo.

Semplici step per usare la piastra per capelli.

Ecco passo dopo passo, come poter procedere senza commettere eventuali errori, i rilevanti punti da seguire che sono in sostanza tre, legati alle operazioni preparatorie, ed anche a quelle durante ed in seguito la stiratura.

Prima di iniziare ad usare la piastra, sarà rilevante che i capelli siano puliti, in modo che possa emergere la naturale lucentezza degli stessi capelli dopo la stiratura. Sarebbe opportuno usare, durante il lavaggio, anche un pochino di balsamo, in modo da poter districare gli eventuali nodi e poter rendere più semplice e veloce il passaggio della piastra. Se ci sono chiome spesse e crespe, è consigliabile adoperare del latte lisciante, che viene applicato sui capelli umidi prima di procedere all’asciugatura mediante l’uso dell’asciugacapelli. questo permetterà di eliminare il preesistente crespo, con l’agevolazione della stiratura successiva. Non è invece da usare se i capelli sono di tipo grassi.Un ulteriore aspetto importante è quello di una asciugatura perfetta dei capelli dopo che li si hanno lavati,  perchè capelli bagnati oppure umidi, stando a contatto con la piastra, tenderanno a bruciarsi con maggiore facilità. E’ bene quindi, spruzzare un po’ di spray termo-protettivo sulle punte, in modo da proteggerle dallo stress termico.
Sui capelli puliti e ben asciugati, si potrà procedere alla stiratura. Dopo l’impostazione della temperatura più idonea, a seconda della natura del proprio capello e ovviamente al suo stato di salute, occorrerà dividere i capelli in ciocche piccole, della larghezza di 2 cm circa, andandosi a servire di un pettine e ponendo attenzione a non avvicinarsi eccessivamente alla cute. Nel particolare caso di chiome fini, sarà sufficiente soltanto una passata, se ci sono invece chiome tanto spesse oppure crespe, ne necessiteranno 2 o 3. È bene comunque, ad ogni modo, non soffermarsi eccessivamente sulle punte, che rappresentano quella parte maggiormente delicata del capello.
Ottenuta l’acconciatura, si potrà fissarla mediante l’uso di lacche oppure specifici fissanti, procedura che si dimostra molto utile nel caso di capelli fini, tendenti a perdere la piega in breve tempo. Un altro consiglio è quello di andare ad applicare un po’ di semi di lino sulle punte, prezioso aiuto per poter reidratare e mantenere  più capelli.

I robot lavapavimenti:cosa sono?

I robot lavapavimenti si sono diffusi grazie all’arrivo del nuovo millennio, quando delle aziende hanno cominciato a produrre tale elettrodomestico che potrebbe essere ritenuto complementare a quelli che hanno l’onore di aspirare lo sporco. Sul sito Guida ai robot aspirapolvere tante utili informazioni.

I vantaggi del robot pavimenti.

Mediante un serbatoio per l’acqua e ad un panno, i robot lavapavimenti sono capaci di girare in modo autonomo per tutta la casa e  pulire le superfici da macchie ed impronte.
E’ bene sottolineare che scegliendo di adottare due distinti automi per il lavaggio dei pavimenti, saranno assicurati migliori risultati a differenza dei cosiddetti combinati, ossia i robot che eseguono ambedue le funzioni, in modo meno specialistico. Effettuare una scelta di tale genere potrebbe però comportare un livello di maggiore spesa, dunque diventa piuttosto comprensibile che siano tanti a decidere di comprare modelli integrati: una scelta che potrebbe rivelarsi proficua, laddove si considerano le personali esigenze.

I lavori domestici comportano molto spesso un alto livello di stress per gran parte delle persone. Chi vorrebbe avere una casa pulita ed ordinata dovrà rassegnarsi a procedere in questo senso quotidianamente. Il problema è che ci sono persone che non hanno tempo di eseguire le pulizie di casa, per tale motivo c’è un robot capace di ovviare a tale problematica. Mediante le sue ridotte dimensioni,tali dispositivi intelligenti consentono di pulire in profondità ogni superficie sporca per poi rientrare alla base di ricarica terminato il proprio onere. Tutto questo avviene senza l’intervento dell’uomo, comodo no?

Una scelta di tale genere permette non soltanto di poter ottimizzare il tempo disponibile, ma pure di poter andare incontro a quelle che sono le esigenze di tipo ambientale, con la riduzione drastica del consumo di prodotti chimici ed ottimizzando quelli energetici.
Pure il rapporto fra la qualità ed il prezzo risulta essere ottimo, è consigliato dunque tale acquisto a tutti coloro che non possono provvedere alla pulizia della loro casa, perché non ne hanno voglia o perchè non ne hanno la possibilità.

Per poter scegliere un robot lavapavimenti adeguato, occorre certamente individuare quelle che sono le esigenze e priorità di base e poi eseguire la giusta scelta.

Prima di  fare un acquisto di un robot lavapimenti dunque, sarebbe opportuno pensare con molta attenzione a ciò che si vorrebbe avere dal robot lavapavimenti. Per farlo si potrebbe provvedere a dar vita ad un elenco di punti capaci di semplificare il compito ed impedire così di fare una scelta sbagliata, magari spendendo di più dell’occorrente o acquistare un dispositivo privo di funzioni indispensabili.

Caratteristiche e funzioni dei forni a microonde

Nel corso degli anni è avvenuta la sostituzione dei forni elettrici con quelli a microonde, la ragione è certamente rappresentata dal relativo eccessivo consumo di elettricità.
La rapida cottura che è garantita dal sistema a microonde permette un elevato risparmio energetico e quindi anche un risparmio economico. Negli anni recenti, la tecnologia che è stata applicata ai sistemi di cottura a microonde si è molto evoluta da andare a proporre sul mercato forni a microonde che per le relative caratteristiche consentono di  poter cuocere gli alimenti realizzando gli stessi risultati, se non a dir poco migliori, dei tradizionali forni elettrici. Tante informazioni sul sito Guida forno a microonde.

Le dimensioni e le capacità interne dei microonde.
Non è semplice l’individuazione fra i vari modelli disponibili in commercio, quali siano i forni migliori tra quelli a microonde per le più comuni dimensioni, perchè è opportuno la valutazione di un acquisto considerando determinati fattori.

Sicuramente il primario criterio da considerare è la dimensione ed anche la capacità interna di un forno a microonde.

I modelli di tipo standard, ossia quelli dalla dimensioni più comuni, hanno una larghezza in media di 50 cm., invece la profondità è di 34-38 cm e l’altezza di 27-29 cm.
Tali sono le  ideali misure per potere scongelare e cucinare alimenti in media per 4-5 persone, in compatibilità con quelle che sono le necessità di una famiglia media oppure di chi ne fa un frequente  e continuo utilizzo.

Ulteriore aspetto da considerare è la presenza di più e varie funzioni pre-programmate.
E’ uno dei fattori su cui i produttori vanno a giocare a loro favore per poter convincere i potenziali compratori alla scelta dei loro modelli ma è rilevante tenere presente che tante di tali pre-impostazioni sono superflue ed anche inutili visto che ciascun alimento necessita di tempi di cottura non fissi e non sempre corrispondenti a quelli standard pre-programmati sul forno a microonde.

Scegliere fra i migliori forni per le più comuni dimensioni, dovrebbe considerare i modelli che sono dotati della funzione di mantenimento in caldo, un perfetto accorgimento tecnologico che permette di conservare il calore ossia la temperatura calda per poter impedire al cibo di andarsi a raffreddare dopo che è stato riscaldato.

Negli ultimi vent’anni dunque, il forno a microonde ha quasi totalmente sostituito il forno tradizionale elettrico, quindi per molti rimarrà soltanto una traccia di quell’elettrodomestico. Questa sostituzione è stata lenta ma inesorabile per la praticità e velocità di cottura dei cibi che consente l’uso del forno a microonde, rispetto quello classico.

 

Come preparare l’orzo perlato con la pentola a pressione

L’orzo perlato è un tipo di cereale particolare che si caratterizza per il suo colore bianco.

E’ noto come perlato perchè non presenta glumette esterne e crusca sottostante grazie un procedimento di abrasione e diviene bianco proprio per tale processo di lavorazione. Questo processo lo va a rendere più rapido nella cottura, senza l’eliminazione di alcun principio nutritivo importante. Sul seguente sito troverete tante utili informazioni in merito a questo tipo di prodotti.

Tale cereale è analogo al farro per la sua forma, difatti, risulta essere piuttosto allungato e tagliato nel centro da una linea sottile un po più scura.

I tempi per far cuocere l’orzo perlato variano tanto a seconda della tipologia di cerale ed anche a seconda della ricetta che si intende preparare, in genere i tempi di cottura sono:

-nella pentola classica 30 minuti;

-nella pentola a pressione: 10 minuti.

La preparazione con la pentola a pressione è maggiormente preferita, perchè i tempi di cottura sono davvero minori e il risultato è ottimo.

Ecco la ricetta per una zuppa di orzo perlato con la pentola a pressione.

Ingredienti per 4 persone:

-250 gr di orzo perlato;
-1 patata;

-cipolla;

-1 peperone rosso;

-2carote;

-1 zucchina;

-1 costa di sedano;

-1 litro di acqua;

-50 gr di pancetta;

-basilico;

-olio;

-sale;

-pepe a piacere.

Per la preparazione occorrerà tagliare in modo fine la cipolla, la patata, la pancetta, il sedano e le carote, occorrerà lavare e scolare bene l’orzo.
Poi bisognerà mettere tutti gli ingredienti nella pentola a pressione ed aggiungere l’acqua, il pepe, il rosmarino ed il sale.

Poi si chiuderà la pentola a fuoco alto, la si manda in pressione, si abbassa la fiamma e si procede con la cottura per quasi 15 minuti dal fischio.
Terminata la cottura, le verdure saranno sicuramente croccanti e l’orzo sarà ben cotto. Si verserà il tutto di un piatto da portata e si servirà con il basilico ed un filo di olio a crudo.

Ricetta con la pentola a pressione per una minestra di orzo perlato.

Ingredienti :

-200 gr di orzo perlato;

-1carota;

-1 costa di sedano;

-1 cipolla;

-1 litro di brodo vegetale;

– prezzemolo;

-oilo,

-parmiggiano,

sale a piacere.

Per la preparazione bisogna mettere l’orzo in abbondante acqua fredda e tenerlo in ammollo per quasi 30 minuti, così diventerà più morbido e la cottura sarà migliore e veloce.

Occorrerà preparare le verdure, lavarle e tagliarle in pezzi fini, preparare un soffritto con un filo di olio, far rosolare tutto per cinque minuti, aggiungere poi il brodo e l’orzo.
Chiusa la pentola, a fuoco alto, la si manda in pressione, poi si abbassa la fiamma e si procede con la cottura per quasi 20 minuti dal fischio.
A fine cottura, si controlla la quantità di sale e si serve con del parmigiano ed il prezzemolo.

Come combattere l’ingiallimento dei denti

L’ingiallimento dei denti è un problema che angustia il sorriso di tante persone, ed ha condotto le case produttrici a creare specifici spazzolini elettrici sbiancanti, con l’obiettivo di far sorridere in modo splendido senza far venire meno la pulizia e la rimozione di placca e tartaro. su questo sito Guida spazzolino elettrico un’importante guida a riguardo.

Perchè i denti si ingialliscono?

Ci sono varie ragioni per cui i denti si ingialliscono, ma poter finalmente ritrovare la naturale brillantezza e il colore di origine della superficie dentale è possibile, difatti, esistono varie tecniche. Partendo da un corretto stile di vita ed una serie di rimedi naturali da poter applicare sui denti, per la prevenzione o ripristino del proprio sorriso, e  grazie alle moderne tecnologie ci sono anche spazzolini elettrici sbiancanti capaci di aiutare per il raggiungimento di tale scopo mediante testine e  specifici programmi.

E’ importante capire prima di acquistare prodotti  da usare per lo sbiancamento dei denti,  le ragioni che provocano l’ingiallimento dei denti, che trasformano in modo cattivo la propria immagine di igiene orale, anche se alla base di tale processo di deterioramento del proprio sorriso non ci sono tanto pessimi comportamenti nel processo di spazzolamento e di pulizia, ma soltanto una serie di vizi connessi alle proprie abitudini quotidiane.

Fra le più noti abitudini sbagliate che portano all’ingiallimento dentale c’è l’assunzione di bevande alcoliche quale vino oppure bibite gassate, oltre all’azione di caffè e tè.  Pure alcuni tipi di cibo vanno a compromettere la bellezza e il nitore del proprio sorriso, come il cioccolato, caramelle, liquirizia e ovviamente primeggia il fumo, che contiene sostanze producenti le macchie e l’ingiallimento della superficie dentale andando a penetrare nello smalto corrodendolo.

Fortunatamente esistono in commercio una serie di rimedi per la prevenzione e cura dell’ingiallimento dentale, c’è chi consiglia pure l’aggiunta al dentifricio di vari prodotti, quali ad esempio, il bicarbonato ed il limone, per poter contrastare quelle antiestetiche macchie, ma il miglior strumento che si ha a disposizione è il proprio spazzolino da denti, che se utilizzato in modo corretto e regolare consentirà la rimozione delle efficace delle macchie con l’azione meccanica delle setole sulla propria superficie dentale.

Ciò vuol dire che mettendo in azione corretti movimenti sui denti e negli spazi interdentali, e con una frequente attività di pulizia con le giuste tempistiche in ciascuna sessione, si ottengono buoni risultati. Lo spazzolino elettrico tende a facilitare molto tale attività, maggiormente se si usano spazzolini elettrici sbiancanti ideati proprio per andare incontro a tale esigenza dei clienti, eliminando efficacemente le macchie e la patina giallognola mediante specifici strumenti resi disponibili.

Come si usa il ferro da stiro con caldaia

Ormai molto apprezzato dalle consumatrici finali ed anche dalle operatrici di lavanderia è il ferro da stiro con caldaia, un utile elettrodomestico che aiuta ciascuna donna a poter migliorare ed  anche ottimizzare il risultato finale desiderato su ciascun tipologia di indumento.

Sul sito www.ferridastiroconcaldaia.it ci sono guide dedicate laddove si possono leggere rilevanti informazioni, utili in grado di permettere a ciascun professionista del comparto housekeeping e a ciascun consumatrice domestica di poter preferire un ferro da stiro con caldaia rispetto ad altri tipi e categorie di ferri presenti sul mercato.

Il ferro da stiro a vapore è sicuro?

Tra i dubbi ricorrenti sull’utilizzo del ferro da stiro a vapore, emerge quello relativo alla sua sicurezza.

Fra le diverse faccende domestiche stirare è una delle attività meno piacevoli, perchè faticosa e quindi meno apprezzata un pò da tutti.

In commercio sono però disponibili ferri da stiro con caldaia che consentono a ciascuna consumatrice a far sì che tale attività sia più sicura, veloce ed anche meno dispendiosa di energie fisiche e temporali.

Sarà necessario acquistare un ferro da stiro a caldaia mediante il quale si potrà regolare il vapore a seconda della tipologia di tessuti da stirare.

E’ sicuramente buona norma spegnere il ferro da stiro qualora non lo si utilizzasse, disinserendo sempre la spina dalla presa di corrente ed evitando che i figli si avvicinano quando il ferro da stiro è sull’asse.

Certamente è consigliabile, evitare un eventuale contatto diretto con le mani bagnate oppure usarlo a piedi scalzi.

Il ferro da stiro provvisto di caldaia dovrà essere scelto con il cavo lungo e mai corto, così da evitare l’utilizzo di prolunghe, poco sicure.

Il cavo lungo del ferro da stiro con caldaia permette a ciascuna donna di casa di stirare pure sul terrazzo, in giardino ed in qualunque ambiente lontano dai figli che potrebbero venire a contatto con il vapore rovente.

Un altro utile consiglio è quello di non toccare nessun elemento dell’elettrodomestico durante il funzionamento eccetto la sua impugnatura. Il contatto con i componenti, materiali e rivestimenti del ferro da stiro a vapore rischiano di poter cagionare eventuali scottature sull’epidermide.

Prestare dunque,  la dovuta attenzione al getto diretto di vapore che fuoriesce dai buchi della piastra rovente, in base alla potenza di ciascun modello e brand acquistato, è molto importante.

Ulteriore problema relativo alla sicurezza, non meno importante rispetto a quelli sopraddetti, riguarda il riporre il ferro da stiro con caldaia su una stabile superficie ma anche resistente,  ultimatone l’uso.

 

Macchina del pane: non fate questi errori

Ci sono tantissimi errori che vengono generalmente compiuti nel momento in cui si inizia ad utilizzare una macchina del pane. Di seguito cerchiamo di darvi alcune indicazioni a riguardo in modo da evitare di cadere in tali sbagli che vanno necessariamente a pregiudicare il risultato finale del vostro alimento.

Attenzione a quali ingredienti adoperate per realizzare il vostro pane 

Al di là della marca della macchina del pane è davvero fondamentale fare in modo che gli ingredienti che utilizzate per dare vita al vostro alimento e, di conseguenza, la loro quantità, siano perfetti sotto tutti i punti di vista. Non preoccupatevi se le prime volte che realizzate il pane questo vi sembrerà troppo crudo, bruciato oppure troppo gommoso: la cosa fondamentale è, invece, quella di riuscire a capire dove sbagliate così da porvi subito rimedio. Tenete presente che la farina che andate a scegliere avrà sicuramente la sua importanza. Spesso si sbagliano pure i tempi in cui vengono immessi gli ingredienti. Per questo motivo in commercio è bene sapere che esistono dei modelli di macchine del pane capaci di avvertire acusticamente quando è il momento giusto di aggiungere i vari elementi. Quando si evidenziano residui di farina sul vostro pane la causa può essere data proprio dall’errata sequenza d’inserimento degli ingredienti. E’ bene ricordarsi sempre che gli elementi liquidi vanno sempre aggiunti dopo i solidi.Selezionate per bene anche il peso degli ingredienti. Per ottenere un buon pane non tralasciate di selezionare anche il livello di doratura della crosta. Gli apparecchi presentano di solito almeno tre diversi livelli. In base a quello prescelto l’elettrodomestico andrà a impostare automaticamente il tempo di cottura. Non cadete mai nell’errore di volere seguire il vostro intuito. Leggete prima di adoperare la macchina il libretto di istruzioni in modo da conoscere tutte le funzioni che potete sfruttare. Un altro errore che viene spesso compiuto è quello di non rimuovere immediatamente il pane dallo stampo a fine cottura. Ciò può far diventare l’alimento non solo bagnato, ma anche appiccicoso in superficie. Suggeriamo di fare raffreddare il pane sempre su una teglia fuori dalla macchina.

Quando gli errori non dipendono da voi

Se seguite correttamente tutti i passaggi, ma alla fine del vostro lavoro la vostra macchina vi sforna sempre un pane bruciato, soprattutto quando prima non accadeva, potrebbe allora anche significare che a sbagliare non siete voi, ma il vostro apparecchio ha un difettuccio. In questo caso soprattutto se il vostro elettrodomestico è ancora in garanzia vi suggeriamo di portarlo a fare vedere da un personale qualificato. Se ancora non avete un elettrodomestico di questo tipo visitate uno dei tanti siti guida, come questo, che mettono a confronto i migliori prodotti.

 

 

Criteri di scelta dei migliori estrattori di succo e centrifughe

Scegliere un estrattore di succo richiede particolare attenzione alla componentistica dell’elettrodomestico in quanto le differenze possono essere notevoli tra un prodotto e un altro. Ciò non tanto come metodo di estrazione, ma quanto più come materiali e principi di funzionamento. Le caratteristiche da valutare sono sostanzialmente 4: motore, coclea, bocche e filtri.

– Motore: esiste in corrente AC e a spazzole e si diversificano per velocità e riscaldamento. I migliori estrattori di succo sono quelli che hanno il motore in corrente continua AC con bassi giri al minuto di rotazione (massimo 80 giri/min). Ciò non significa che quelli con le spazzole non svolgano bene il loro lavoro, ma la preferenza dovrebbe ricadere sui primi.
-Coclea: è l’elemento cardine dell’estrattore dato che è lo strumento grazie al quale si estrae il succo. La coclea può essere orizzontale, verticale oppure con doppio albero orizzontale. La posizione orizzontale è sfruttata oggi negli apparecchi sofisticati in quanto in grado di trattare frutta di piccole dimensione oppure verdure a foglia. La coclea verticale è la soluzione più utilizzata in quanto riduce gli ingombri e consente anche linee di design migliori, anche se richiedono un po’ più di tempo per la pulizia e non rendono al meglio con verdure a foglia. Tecnicamente la miglior soluzione è la doppia coclea orizzontale, ma presenta un prezzo elevato.

– Filtri: sono da corredo all’estrattore e sono presenti all’interno della confezione. Possono essere fini oppure a maglia larga a seconda di cosa si lavora con l’elettrodomestico. Quelli classici sono meno robusti rispetto a quelli realizzati in materiale termoplastico più duro e resistente (che però sono più costosi).

Bocche di carico: l’ingresso dell’estrattore è fatto per accogliere la frutta o la verdura che si decide di introdurre. Bocche piccole richiedono il taglio degli ingredienti, mentre bocche larghe consentono l’inserimento di frutta e verdura intera e sono sinonimo di apparecchio professionale.

Per approfondire l’argomento è utile consultare le sezioni sugli estrattori di succo e centrifughe sul sito www.guidaestrattori.it, punto di riferimento per estrattori e centrifughe e non solo, anche ricette, considerazioni, recensioni, opinioni degli utenti e quant’altro.